L'impatto delle nanotecnologie nello sviluppo di circuiti integrati

Sede di Roma

Le invenzioni del circuito integrato e della tecnologia planare, agli inizi degli anni 60 del secolo scorso, hanno aperto la strada allo straordinario sviluppo della tecnologia dell’informazione, di cui siamo oggi testimoni. Gordon Moore, in quegli anni un ingegnere della Fairchild Semiconductor, fece una previsione su quanto la densità di integrazione di dispositivi elettronici potesse aumentare nel tempo, estrapolando una curva di soli quattro punti a disposizione. Dopo decenni, grazie alle nanotecnologie nel loro approccio top-down, quella previsione continua ad essere straordinariamente valida, ed è meglio conosciuta come legge di Moore. Al di là degli aspetti puramente dimensionali, le nanotecnologie sono in grado di proporre dispositivi alternativi ai transistori MOS ed alla stessa architettura di Von Neumann, che ha costituito il paradigma nella concezione del calcolatore elettronico. Il calcolatore neuromorfico è il nuovo settore emergente che ha l’obiettivo di creare microchip di calcolo che, imitando i neuroni, funzionano come il cervello umano.

Vittorio Foglietti